3 Maggio 2021
No so, più che no se pol: nella fretta dettata da ignoranza (dal latino “ignoro”, non conosco) e menefreghismo, la nostra amministrazione si è affrettata a nascondere l’ottagono emerso dalla storia di Gorizia: roba vecia?
Ai nostri interrogativi sul delitto aveva risposto un archeologo, spiegandoci che la copertura in materiale trasparente avrebbe potuto rovinare (muffa, umidità) il manufatto. Avevamo risposto che le soluzioni sarebbero state tante, visti i progressi tecnologici degli ultimi decenni: nasconderlo per sempre alla vista ci sembra una grave mancanza.
Ci chiediamo ancora perché e perché a stoppare la copertura non sia intervenuta la Sovrintendenza alle Belle Arti, solitamente molto sollecita e che era stata protagonista nei ritrovamenti nei pressi del Duomo. In merito aspettiamo ancora i risultati della prova con il Carbonio 14 su alcuni reperti.
Oggi questo lacerto interessante è sepolto dai sanpietrini, pensiamo definitivamente. Sant’Ilario era una miniera per saperne di più di una storia goriziana in genere bistrattata da pregiudizi ideologici, nazionalistici, monopolistici, sempre disgiunti da un disegno complessivo, che proprio la nomina a Capitale Europea della Cultura potrebbe avviare.
Oltre a eventi fotografabili per carpire voti in libertà, sarebbe bene radunare le forze intellettuali – archeologi e storici – del Goriziano (comprendendo quindi non solo la Slovenia ma anche l’Austria) per dare vita a una nuova e più esaustiva ricognizione storiografica che tenga conto anche delle ultime scoperte.
In merito all’ottagono e a quella che sarebbe stata la sua possibile visibilità ecco due foto del centro storico di Grado, dove i resti antichi, ben più estesi di quell’ottagono, sono magnificamente visibili e sapientemente incorniciati: evidentemente chi governa l’Isola del Sole tiene al passato più che a Gorizia.
Ma se no se pol, se podrà: a patto di cambiare politica.
Articolo di Rossella Dosso
Gorizia3.0 è un’associazione culturale fondata da giovani studenti universitari e giornalisti che si propone di promuovere attività al fine di sollecitare una più attiva partecipazione civile, politica, culturale dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e del territorio goriziano in particolare.
Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
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