Gorizia3.0 – Contea Gorizia
Gorizia3.0 è un’associazione culturale fondata da giovani studenti universitari e giornalisti che si propone di promuovere attività di divulgazione storica e culturale, di ricerca sociale e politica ed economica al fine di sollecitare una più attiva partecipazione civile, politica, culturale dei cittadini della regione Friuli Venezia Giulia e del territorio goriziano in particolare.
Gorizia si configura, nella sua storia, come città, dal latino civitas: non un semplice agglomerato di case e di gente, ma una particolare identità, etimologicamente vicina a “civiltà”, portatrice di una cultura connotata da originalità, creatività, “stile”. Capoluogo da sempre, questo ruolo istituzionale diventa identitario soprattutto dal ‘700: città d’incontro e di confronto continuo di linguaggi e tradizioni diverse, anche grazie all’importante contributo ebraico Gorizia costruisce una particolare e complessa connotazione culturale.
E’ proprio la complessità culturale, storica e linguistica di Gorizia e della sua provincia ad aver determinato la “specialità” della Regione Friuli Venezia Giulia, fornendo un incalcolabile valore aggiunto al resto del territorio regionale. Ma Gorizia sta gradualmente perdendo le prerogative di capoluogo di un’area che, pur se drasticamente ridotta dopo la seconda guerra mondiale, ha mantenuto una valenza storico-politica di notevole valore in ambito nazionale e internazionale.
Pensiamo che oltre alle sue opportunità culturali, senz’altro da cogliere e da sviluppare, Gorizia debba interagire culturalmente con Lubiana, Zagabria, Budapest, Praga e naturalmente Vienna, mettendo in luce la sua vocazione mitteleuropea, facendosi promotrice e capofila di progetti culturali di respiro europeo, entrando in sinergia operativa ad esempio con la prossima creazione di quella Macroregione Alpina di cui Gorizia potrebbe diventare uno snodo importante, forte della sua tradizione di contea con un territorio che univa, in una sorta di originaria mitteleuropa popoli e tradizioni latine, slave e germaniche dall’Istria fino al Tirolo, comprendendo tutto l’arco orientale delle Alpi.
Pensiamo che Gorizia sconti un pesante deficit storico-culturale, soprattutto rispetto ai territori e alle città vicine. Se il discorso internazionale è fondamentale per un rilancio della città, ribadiamo la necessità di ricomporre e alimentare i rapporti con le località vicine, come Cormòns e Gradisca d’Isonzo, i comuni transfrontalieri già interessati dal GECT. Obiettivo forse più importante sono i rapporti e i legami di Gorizia con Aquileia: dell’immensa tradizione storico culturale e religiosa aquileiese Gorizia è erede diretta dopo la divisione del Patriarcato nei due arcivescovadi di Gorizia e Udine da parte di Maria Teresa, nel 1752. Ma questa opportunità non e mai stata compresa ne’ sfruttata. E pensare che Aquileia con la sua Basilica ricadono sotto la giurisdizione ecclesiastica della curia goriziana, come del resto Cervignano. Il museo di Santa Chiara restaurato avrebbe dovuto ospitare il magnifico tesoro di Aquileia di proprietà della curia goriziana riportando alla nostra città i valori e i simboli di un potere spirituale e culturale che va dalla Lombardia alla Transilvania. La sottovalutazione del ruolo storico di Gorizia nei suoi oltre mille anni di storia è stupefacente e meriterà un approfondimento particolare.
Pensiamo che questo deficit culturale sia alla base della progressiva spoliazione delle prerogative di Gorizia e quindi del suo ruolo. Ricordiamo soltanto i casi più recenti o in corso d’opera come la cancellazione del Provveditorato, della Banca d’Italia, il ridimensionamento dell’ospedale, lo spostamento del Tavolare a Gradisca d’Isonzo,
il trasferimento della gestione dei Musei provinciali alla Regione ovvero all’azienda speciale Erpac, la sempre incombente chiusura del Tribunale, la Confindustria che passa sotto Trieste e, ancor peggio, la Camera di commercio che rinuncia alla propria autonomia per passare nei fatti sotto il capoluogo giuliano. Sono i segnali che il processo pluridecennale di spoliazione della città avrebbe come epilogo il declassamento di Gorizia da città a paese. Il paradosso è che Gorizia è ricca di associazioni culturali, purtroppo spesso autoreferenziali, incapaci di creare tra loro positive sinergie per la città. Come le sue istituzioni.
Inoltre, Gorizia ha subito anche perdite di ruolo passate mediaticamente e politicamente “sottotraccia”, ma altrettanto devastanti per il ruolo e l’economia: in campo enologico, oggi così importante turisticamente, deve rivendicare con forza il ruolo di capoluogo non solo del Collio, ma anche dell’Isonzo e del Carso, tutte zone vitivinicole a Doc che proprio a Gorizia si incontrano geograficamente e costituiscono una delle particolari eccellenze cittadine. Ricordiamo che fino ai primi anni ’90 le sedi delle Doc Collio e Isonzo erano situate a Gorizia. In un momento in cui l’appeal turistico di una città in generale e quello culturale in particolare si misura sull’offerta enogastronomica la perdita procura a Gorizia un danno d’immagine, che si traduce in una concreta perdita di turismo e quindi di potenziale ritorno economico. Vogliamo ricordare soltanto, per capire l’indifferenza con cui a Gorizia si guarda a un comparto che potrebbe costituire una sua concreta eccellenza, che il marchio Rosa di Gorizia è registrato alla Camera di commercio di Udine.
Le cause di questa progressiva perdita di funzioni, di strutture, di ruoli sono esterne ed interne. Quella interne derivano in gran parte dalla frammentazione e dalla rissosità delle varie componenti politiche cittadine, incapaci di unirsi su argomenti d’interesse generale. Ma ci sono cause esterne, di varia natura: le rivalità con Trieste e Udine hanno radici antiche; la difficoltà di rapporti tra Gorizia e i comuni della sua provincia e della Destra Isonzo. Inoltre, con la prossima soppressione delle Province e la nascita di nuove aggregazioni comunali, si prospetta un vero e proprio assalto a quelle funzioni che sono state sempre caratteristiche di Gorizia quale capoluogo. La decadenza di Gorizia passa quindi attraverso un grave ma correggibile problema identitario e quindi culturale.
Figurativamente il raggio d’azione del Comitato si può sintetizzare in tre cerchi concentrici: il primo, prende in considerazione i dintorni della città e tocca quindi Cormons, Aquileia, Gradisca, Nova Gorica, Palmanova, Cividale. Il secondo è senz’altro più ampio e va da Klagenfurt a Lienz, a Udine a Trieste, da Pordenone all’Istria slovena e croata: questo è l’ambito in cui è necessaria un’azione politico-istituzionale. Il terzo cerchio di più complessa gestione ma anche più promettente dal punto di vista del rilancio culturale è quello che può – e deve – legare Gorizia alle grandi capitali europee, come Vienna, Budapest, Zagabria, Belgrado. Queste tre gradazioni geografiche, possono dare positive indicazioni sulle varie fasi di intervento e progettazione.
Rimandando l’analisi della situazione a successivi approfondimenti, crediamo sia improrogabile costituire un Comitato di persone di buona volontà, che si riconoscano in queste ancora generiche premesse e che abbiano soprattutto a cuore le sorti di Gorizia, con l’obiettivo di:
Antonio Devetag è un giornalista professionista: è stato assessore alla cultura di Gorizia, presidente e direttore generale di Mittelfest. Attualmente è direttore di Gorizia3.0, Culturafvg e Fvg3.0 (pagine FB).
Classe 1994. Goriziano. Diplomato negli studi classici. Laureato in ingegneria navale e abilitato alla professione. Attualmente studente di ingegneria industriale presso l’università di Udine.
Diplomato presso il Liceo Classico bilingue “Primož Trubar” a Gorizia. Successivamente, ha conseguito la laurea magistrale cum laude in Scienze Ambientali presso l’Università di Parma.
Nata a Bologna il 26 gennaio del 1999, è laureata magistrale in Economia Aziendale e, all’interno di Gorizia3.0, si occupa della parte culturale ed enogastronomica.
Funzionario Pubblico in pensione, scrive per diletto e ha vinto alcuni concorsi di poesia in friulano. Le due passioni (scrittura e politica) lo hanno portato ad aderire a Gorizia 3.0.
Nato a Gorizia nel 1995, ho aderito al progetto Gorizia3.0 in qualità di cofondatore, spinto dalla convinzione che la città necessitasse di una voce autentica e impegnata, capace di affrontare le sue reali sfide.
Nato a Gorizia il 9 marzo 1999, sono un medico e chirurgo in formazione specialistica presso la Scuola di Chirurgia Maxillo-Facciale di Udine, con forte interesse per l’innovazione tecnologica e la ricerca clinica.
Nato a Monfalcone (GO) il 28 ottobre 1999, dopo la maturità si è trasferito a Milano, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università commerciale “L. Bocconi”.
Nato a Monfalcone il 22 settembre 1998, laureato in Economia Aziendale. Collabora occasionalmente con l’associazione Gorizia3.0 per la realizzazione di articoli ed eventi.
Nata a Gorizia (GO) il 29 gennaio 1999, ha conseguito la maturità scientifica nel 2018 ed è la Social Media Manager dell’associazione Gorizia3.0 e Web Designer del sito goriziacontea.com.
Gorizia3.0 è un’associazione culturale fondata da giovani studenti universitari e giornalisti che si propone di promuovere attività al fine di sollecitare una più attiva partecipazione civile, politica, culturale dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e del territorio goriziano in particolare.
Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
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