Ecco perché sosteniamo la nuova provincia elettiva

Una narrazione negativa accompagna la re-istituzione delle Province in Friuli Venezia Giulia, che sta procedendo con decisione sulle tracce di una legge regionale promulgata dalla giunta Fedriga. Mentre a Udine, Pordenone e Trieste a Gorizia e nell’Isontino l’argomento non è trattato oppure è discusso con grande freddezza.

Un pregiudizio contrario alla rinascita di questo Ente è espresso dai partiti della sinistra e in particolare dal PD, legato alla riforma Serracchiani che eliminò i vecchi enti intermedi per far posto alle Uti. A Gorizia – tranne noi di gorizia3.0 – nessuno dice una parola: sull’argomento qualche dichiarazione distratta di Ziberna. Si deve compiacere Anna Maria Cisint, sindaca che di una Provincia con capoluogo Gorizia non vuole sentir parlare.

Ma l’ostilità verso l’unico provvedimento che può restituire un ruolo centrale alla nostra città viene anche da esponenti più vicini al centrodestra come Ferruccio Saro che nel febbraio del 2019 affermava che la ricostituzione delle Province NON doveva riguardare quella di Gorizia. “O facciamo l’area metropolitana di Trieste allargata al Monfalconese – disse Saro, trovando purtroppo sponda tra alcuni politici goriziani – oppure si costruisce un’area vasta Trieste più l’Isontino che abbia una governance paritaria”. Paritaria?

Noi abbiamo sempre sostenuto che la ricostituzione della provincia di Gorizia è l’unica strada da percorrere per ritrovare quell’autonomia economica e sociale che assicurino benessere e sviluppo per l’Isontino, costituito da 25 comuni che proprio nel 2018, chiamati a raccolta dal sindaco di Cormons, Felcaro, si opposero al tentativo di eliminarla.

Gli interessi dei cittadini dell’ex provincia di Gorizia non collimano con quelli del capoluogo regionale. La crescita del nostro territorio non passa attraverso la costituzione di una Venezia Giulia resuscitata da Trieste in vista di quella “Città metropolitana” che finora le ha consentito di fare di Monfalcone un prolungamento del Molo Settimo e di Gorizia una pittoresca appendice della splendida piazza Unità d’Italia.

Prendere in mano le redini della futura Provincia, rimodulare seriamente i rapporti tra Gorizia e Monfalcone e quindi tra Destra e Sinistra Isonzo puntando sulle infinite potenziali sinergie, trattare da pari con Udine, Trieste e Pordenone e quindi ottenere gli stessi benefit statali e regionali, riprendere quel ruolo di cerniera tra Friuli e Trieste è però compito impossibile per il ceto dirigente attuale, che ubbidisce pedissequamente agli ordini di Trieste e di qualsiasi istituzione gli stia intorno, come risulta ampiamente dal commissariamento in atto della Capitale Europea della Cultura.

Andiamo oltre. Se, come assicurano alcuni fautori della nuova Provincia – come l’assessore regionale Roberti o il Presidente della quinta commissione Bernardis – l’ente sarà elettivo con il compimento del Titolo V della Costituzione più bella del mondo, sarebbe bene che Gorizia e l’Isontino inizino una trattativa su possibili nuove funzioni soprattutto in campo economico e culturale anche in vista di futuri nuovi rapporti con Aquileia e il Cervignanese.

Articolo di Kevin Cucit

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