Il nostro impegno per le Case Fogar

Siamo felici che le Case Fogar abbiano un futuro, anche se assicurato non da istituzioni pubbliche ma da privati. Abbiamo fatto mille battaglie con Gorizia3.0 per la loro valorizzazione. Scrivevamo nel 2020: perché non creare una nuova, vera enoteca quale quella che doveva sorgere sul castello (progetto per due volte approvato dal consiglio comunale e dalla Sovrintendenza e annullato dall’amministrazione Brancati).

Le ex Case Fogar come vetrina dei prodotti del Collio e del Goriziano, da Gorizia a Cormons, senza dimenticare Grado e la provincia intera. Oltre naturalmente agli infiniti tesori enogastronomici del FVG. Prodotti eccezionali che evidenziano la necessità di creare un luogo, come unicum nel Goriziano, dove proporre e promuovere tutte queste specialità del territorio. Le Case Fogar sono un luogo magico e possono diventare un vero centro turistico-informativo o punto di partenza per gite in direzione Collio-Brda e Preval.

Isonzo, Collio, Carso, Gorizia: le Case Fogar rappresentano un quadrivio magico e una via d’accesso privilegiata per quella che un tempo veniva chiamata strada del vino e delle ciliegie. Verso Oslavia e san Floriano ai cui lati un tempo c’erano tante frequentatissime trattorie e punti di ristoro. Oggi c’è l’ottimo Klanjscek wine & stay, oltre a cantine prestigiose che producono eccellenze mondiali nel settore dei vini bianchi.

Ma le ex Case Fogar saranno valorizzate in una struttura ricettiva (con vista fiume, ricordiamolo), che diventerà un punto promozionale dei vini del Collio e della molteplicità di prodotti gastronomici del Goriziano; un nuovo luogo di ristoro con discesa all’Isonzo necessario dopo lo sperato successo del 2025. Diventerà un unicum nel suo genere per tutto il territorio del Goriziano (o Isontino, che dir si voglia). Ci penserà un privato, il kosovaro Mefail Thaqi: ne siamo felici, anche perché non ci metterà vent’anni.

Articolo di Kevin Cucit

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