21 Ottobre 2024
Evitati gli stravolgimenti da Gambero Rosso (evocato a sua insaputa), per il Mercato Coperto, che implora un profondo restyling, ci sono in ballo 1,2 milioni. Saranno sufficienti? Neanche per sogno: nel frattempo, infatti, i costi sono andati alle stelle, e i soldi – da illo tempore in cassaforte – saranno sufficienti giusto giusto per “uno stucco e pittura”.
Tutto ciò, mentre urgono adeguamenti alla normativa anti-incendio, interventi igienico-sanitari e all’impianto di riscaldamento; c’è bisogno di climatizzare i locali, di sistemare i serramenti, eccetera eccetera. Ultimati i lavori – segnalano gli operatori – ci sarà la fila di candidati a riempire la quarantina di postazioni, oggi in gran parte vuote. Costruito nel 1927, il Mercato Coperto che affaccia su Corso Verdi e via Boccaccio, è un bonbon architettonico, impropriamente attribuito al tardo Liberty. In realtà, solo le maioliche della facciata ne sono riconducibili: la decorazione plastica e i materiali a vista ne rendono più corretta l’attribuzione all’Eclettismo tardo otto-centesco.
Ma, volendo spaccare il capello in quattro, ancora più calzante risulta la derivazione dal Werkbund – rileva la sezione goriziana di Italia Nostra – considerato l’uso insolito, per l’epoca, del cemento armato nella struttura portante, e quello delle facciate eclettiche, rese armoniche al contesto storico cittadino. Sia quel che sia, il nostro Mercato Coperto è un fiore all’occhiello, uscito dal cilindro dell’ingegner Riccardo Del Neri, che lo ha progettato, e da quello di Clemente Delneri, che ne ha curato i decori. Nel Bel Paese gli esempi, ascrivibili allo Werkbund (che intendeva dare una forma estetica alla produzione industriale e ai nuovi materiali), sono rarissimi, e il nostro Mercato Coperto ne è tra gli esempi più luminosi.
La Capitale Europea della Cultura vi richiamerà verosimilmente frotte di visitatori (è provato, infatti, che i mercati siano tra i posti più frequentati dai turisti), che una volta entrati troveranno un luogo precipitato nell’incuria. Quando mancano solo quattro mesi all’inaugurazione della Capitale Europea della Cultura c’è bisogno di una corsa contro il tempo per realizzare un dignitoso make-up della struttura, che rappresenta uno dei luoghi goriziani di maggior fascino.
Gorizia 3.0, che ci ha messo l’anima per far uscire dal degrado un altro dei luoghi simbolo cittadini, la Casa Rossa, auspica che il Mercato Coperto sia oggetto di un dignitoso maquillage, evitando peraltro una figuraccia con i turisti (la Regione ne ha stimati tre milioni, ma noi speriamo che la previsione, peraltro ottima, sia al ribasso) che per GO 2025 riempiranno la città e le languenti tasche dei commercianti goriziani.
Articolo di Ermes Dosso
Gorizia3.0 è un’associazione culturale fondata da giovani studenti universitari e giornalisti che si propone di promuovere attività al fine di sollecitare una più attiva partecipazione civile, politica, culturale dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e del territorio goriziano in particolare.
Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
Il contenuto di questa pagina è protetto da copyright.
Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.