Sanità: sì alla mozione, ora tocca a Ziberna

Chi lo dirà all’assessore regionale Riccardi? Chi riferirà al direttore dell’Asugi Poggiana? Ziberna non ha un compito facile. Il consiglio comunale, di fronte a una folla straripante di goriziani, ha votato unanimemente contro la surreale spoliazione del San Giovanni di Dio, incarnata nell’ormai celebre delibera con cui il reparto di cardiologia d’urgenza dovrebbe essere trasferito a Monfalcone entro il 30 aprile. Il consiglio ha delegato al sindaco Rodolfo Ziberna il compito di percorrere tutte le strade per giungere all’annullamento (o al rinvio) del provvedimento.

Un atto illogico, come si è evinto dalla relazione di Adelino Adami, che non trova alcuna giustificazione nelle statistiche e nei fatti ma si configura come la prosecuzione del decennale progetto di risparmi sulla sanità regionale a spese di quella goriziana.

Dopo la relazione di Adami hanno parlato i vari capigruppo in consiglio. Franco Zotti ha ricordato che se necessario, in caso di risposte negative “noi consiglieri dovremmo dare in blocco le dimissioni”. “A mali estremi rimedi” ha ricordato Andrea Picco condividendo in parte l’ipotesi dimissioni ma ricordando che in un momento come questo l’importante è sostenere il sindaco di Gorizia nelle sue richieste. Hanno poi parlato anche vari rappresentanti di maggioranza, d’accordo unanimemente a sostenere la mozione, che abbiamo riportato pochi giorni fa in questa pagina FB.

Antonio Devetag, consigliere comunale e presidente della nostra associazione Gorizia3.0 ha allargato il campo della discussione descrivendo uno sfondo politico alla spoliazione della sanità goriziana:
“La strada segnata da decenni – ha affermato – è di spogliare Gorizia dalle chirurgie in favore della diagnostica. Il disegno di cui tutti tacciono, spesso gli stessi nostri medici è che Gorizia si appresta a diventare un cronicario di cui si sta alacremente preparando la sede nell’ex pneumologico. E’ una verità sancita da tempo, che non ha segno politico, in quanto sia la destra sia la sinistra sono sempre state unite nella spoliazione della sanità cittadina, tra l’altro fingendo – e qui c’è lo zampino diabolico, fin dagli anni Novanta, di qualche vecchio assessore alla sanità, di centrodestra – di favorire Monfalcone. Preparando così a furia di esacerbate rivalità la disintegrazione della nostra Provincia che fu ufficializzata dalla governatrice Serracchiani con l’istituzione delle Uti.”

“Oggi lanciamo un segnale forte – ha detto ancora Devetag – , che vede finalmente unito il consiglio comunale e della cui attuazione di cui deve farsi carico il sindaco e la sua giunta. Un segnale che contraddice il disegno del declassamento non solo dell’ospedale, ma dell’intera città. Un segnale che indica l’unica strada per una futura redenzione di Gorizia: quella dell’affrancamento dei nostri politici e dei nostri amministratori dalle segreterie regionali dei partiti nazionali. Le quali quando si tratta di scelte importanti, scelte di macroarea, da decenni favoriscono sempre Trieste, Udine oppure Monfalcone, evidentemente più forti e attrezzate politicamente di Gorizia.”

Poi, rivolgendosi direttamente al sindaco: “Ziberna, sei il sindaco della Capitale Europea della Cultura: la Regione sta dando una mano straordinaria per il 2025. Ma se si dà con una mano e si toglie con l’altra alla fine, i conti non tornano. Fatti valere, non con la direttrice di cardiologia, ma con lo stesso Fedriga, che insieme al suo assessore Roberti sostiene la futura Provincia e finanzia il successo della Capitale Europea della Cultura.”

Articolo di Kevin Cucit ed Elenia Natoli

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