Arrivano le province, incontro il 21 maggio

L’ex provincia di Gorizia (467 km quadrati e poco più di 138 mila abitanti), amputata della parte friulana (Cervignano ed Aquileia), e rimpolpata del Monfalconese (tradizionalmente estraneo), senza un collante storico e culturale, né una lingua comune, finisce ora nell’orbita triestina ora in quella friulana, senza trovare – geograficamente parlando – la quadratura del cerchio, neanche nel nome: Goriziano? Isontino? Friuli Orientale?

Le stesse vocazioni socio-economiche marcano la distanza tra Destra e Sinistra Isonzo: commerciali e legate al terziario quelle del comprensorio goriziano, e industriali quelle del Monfalconese. Il distacco si riflette anche in campo politico, dove storicamente la Sinistra prevaleva nelle urne oltre l’Isonzo, mentre le istanze moderate avevano più appeal nel mandamento goriziano. Questo raccontavano fino a una decina d’anni fa le cronache elettorali, segnalando, nonostante il peso demografico quasi equivalente (circa 64 mila abitanti la Destra Isonzo e più di 66 mila il Monfalconese), una prevalenza della Sinistra e un’accesa rivalità tra le due aree (Grado è un’isola anche dal punto di vista politico).

Ciò, fino al prorompere sulla scena politica della leghista Anna Maria Cisint, che ha fatto pendere la bilancia a Centrodestra, suscitando un clima alla viva il parroco, favorito dalla tiepida reazione del capoluogo alla sottrazione del Punto nascita, di Pediatria e di diverse prerogative in campo ospedaliero e del consorzio industriale, a vantaggio della città dei cantieri. Oggi, la neo parlamentare europea tiene (legittimamente) banco, molto ascoltata in Regione dai padroni del vapore, mentre si profila per Gorizia un’altra mazzolata con il trasferimento di Cardiologia d’Urgenza a Monfalcone, circostanza che sancirebbe il deprofundis per il nosocomio goriziano.

Se il territorio dovesse ingoiare l’ennesimo rospo senza reagire fragorosamente, come le circostanze imporrebbero, e se – diversamente da Anna Maria Cisint, dalla senatrice Francesca Tubetti, e da una parte della Sinistra – i maggiorenti locali continueranno a fare come lo struzzo sull’allargamento della nuova provincia ad Aquileia e al Cervignanese (l’ultima chance per dare dignità e sinergia alle tante vocazioni della nuova Provincia di Gorizia), si delineerebbe per una parte del territorio la prospettiva di assurgere a sobborgo ameno del sonnecchiante Friuli, e per l’altra di diventare la periferia operosa di Trieste, centro di gravità dei destini politici regionali. E’ tempo che Destra e Sinistra Isonzo si parlino.

Intanto, ne parleranno Gorizia3.0 insieme ai Visionari che hanno organizzato un incontro sul tema insieme all’associazione Cervignano Nostra: appuntamento mercoledì 21 maggio alle 18, nella Sala Incontri della parrocchia di San Rocco in un incontro intitolato “FVG Nuove Province – Nuovo Patto Fondativo “. Si apre un nuovo capitolo e me vedremo delle belle.

Articolo di Ermes Dosso

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