20 Luglio 2025
“Tutti a casa”, parole e musica di Franco Zotti, consigliere goriziano che ne aveva vergato la “chanson” sui teloni di palazzo comunale. La bravata, risarcita con l’argent e una lavata di capo, non è un esempio da emulare, ma si segnala, nella liturgia delle invocazioni, per l’intensità evocativa da mutuare (all’occorrenza) alle vicende del nostro povero ospedale cittadino. Mi spiego. Il nosocomio, già mutilato del Punto nascita, un’onta colossale per un capoluogo di provincia, dagli anni Ottanta è finito – com’è noto – nella spirale di una progressiva spoliazione, assecondata dalle politiche sanitarie regionali che vorrebbero degradarlo a cronicario, o giù di lì.
La ditta Riccardi & Fasola, assessore regionale e Dirigente onnipotente, stava per dargli il colpo di grazia, ghigliottinando l’Unità cardiologica di terapia intensiva , ma anche la chirurgia oncologica, che i dati raccontano come poco funzionante, prontamente smentiti dal professor Balani che – sciorinando i numeri – ne ha denunciato la bufala. E la politica? Dopo la levata di scudi del Consiglio comunale che approvava all’unanimità una mozione per il mantenimento dell’Utic, i consiglieri hanno sottoscritto – con apprezzato orgoglio – un documento che ha preso la strada per Trieste: destinatario il Presidente Fedriga, invitato a mantenere l’Unità di terapia intensiva cardiologica presso il già pesantemente falcidiato ospedale goriziano.
Nonostante le recenti dimissioni di Fasola (vi ha contribuito la sollevazione goriziana?) la reazione piccata di Riccardi, per il quale i piccoli ospedali sono come l’aglio per i vampiri, non promette niente di buono. E allora, tornando a bomba alla premessa: in attesa del 31 dicembre, termine entro il quale sarà ufficializzata la decisione sull’Utic, se venisse presentata una mozione impegnando gli insorti consiglieri comunali a dimettersi il giorno dopo l’eventuale chiusura della struttura, il fragoroso “tutti a casa” farebbe fischiare le orecchie agli alti papaveri della Regione Effevugì?
Articolo di Ermes Dosso
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Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
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