Il Mercato Coperto: risposta di Zorzenon

Avevamo chiesto l’opinione del consigliere comunale Alessio Zorzenon, incaricato di seguire le problematiche del Mercato Coperto poichè delegato al commercio. Ecco una sintesi della sua risposta, che pubblichiamo volentieri. Il suo intervento completo sotto l’articolo da noi pubblicato qualche giorno fa.

“Nonostante la delega in questione non comprenda i lavori di ristrutturazione del Mercato Coperto, un assessore sente il dovere di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente una vicenda che da anni si trascina tra promesse, errori e occasioni mancate. «Nonostante non ne abbia la competenza diretta – precisa Zorzenon – ho il dovere istituzionale di seguire l’iter e sollecitare l’intervento. La storia comincia anni fa, quando la Camera di Commercio proponeva un progetto da 3 milioni di euro, battezzato erroneamente “Gambero Rosso”.

“Un’idea embrionale, tutta da costruire, per ridare vita al Mercato attraverso un percorso integrato che andasse dalla produzione alla somministrazione, passando per la vendita diretta. Un’idea che sembrava poter trasformare il Foro in un polo di eccellenza del commercio locale. Ma quel progetto è naufragato in pochi giorni. Comune, Camera di Commercio, Confcommercio ed esercenti si sono arroccati ognuno sulle proprie posizioni, incapaci di dialogare e collaborare. L’ho vissuto come un comportamento egoistico e infantile da parte di tutti, denuncia chi oggi torna a parlarne con amarezza. Il risultato? Tutto si è dissolto come un castello di sabbia».

“Eppure -continua Zorzenon – c’erano margini per far funzionare le cose. Bastava, allora, aprire un dialogo serio con gli esercenti sulle modifiche strutturali necessarie, definire con il Comune i canoni di gestione e magari lanciare una manifestazione di interesse per coinvolgere imprenditori privati. Ma non è stato fatto, forse anche perché quel progetto fu mal spiegato, lasciando l’amaro sospetto che fosse un “prendere o lasciare”.”

“A oggi, non solo quei 3 milioni sono svaniti, ma anche i fondi comunali da 1,3 milioni, destinati all’adeguamento tecnico e agli impianti, rischiano di bastare appena per una valutazione dei rischi incendi, indispensabile per poter concedere nuove licenze. Un paradosso, se si pensa alle numerose richieste di banchi di vendita ferme da anni nei cassetti comunali.”

«Mi auguro che entro l’anno la città possa finalmente avere una risposta chiara e definitiva. Perché ora si tratta anche di rispetto verso cittadini e lavoratori. Da parte mia – conclude Zorzenon – insisterò sulle interrogazioni in merito . Positiva ogni richiesta di collaborazione con altre associazioni ed enti ma ricordiamoci che , a tutt’oggi, la prerogativa è la messa a norma del foro in generale. Senza questa non c’è possibilità di sviluppo “.

“Di positivo c’è, che dalle ultime mie notizie in merito, ci dovrebbe essere un nuovo interessamento ad una collaborazione comune / camera di commercio a breve che dovrebbe far sperare. Incrociamo le dita”

Articolo a cura di Gorizia3.0

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