13 Agosto 2025
Il Rinascimento italiano, con l’arte del Mantegna, illuminò la Contea di Gorizia nel lontano 1474, al seguito del ricco corteo nuziale che accompagnò Paola Gonzaga nella concapitale Lienz, promessa sposa dell’ultimo conte Leonardo.
Una dote splendida (composta da abiti e gioielli, arazzi e biancheria da casa, libri e oggetti d’arte) come si conveniva a una delle dinastie più importanti dell’Italia Settentrionale che aveva deciso di fare impalmare questa sua figlia un po’ malaticcia a quel nobile tedesco, un po’ rozzo ma ancora potente e, narrano le cronache, atletico e muscoloso: pare che a 50 anni salisse a cavallo d’un solo balzo.
Il corredo era custodito anche in quattro cassepanche: e non dei cassoni qualsiasi ma, come si direbbe oggi, “firmati”. Due di prezioso avorio e due progettati dal sommo Andrea Mantegna. Il conte Leonardo, ultimo erede di un vasto territorio che andava dal Tirolo orientale fino all’Adriatico: la Contea di Gorizia, aveva il problema di contrastare l’espansione territoriale di Venezia, che già gli aveva sottratto il porto di Latisana e aveva conquistato il Friuli abbattendo il Patriarcato di Aquileia. Confidava dunque che l’alleanza con i Gonzaga potesse scongiurare il pericolo di trovarseli (i veneziani) davanti all’uscio di casa. Il sodalizio con la nobile famiglia mantovana gli era utile, inoltre, per avere un erede di calibro europeo, che desse continuità alla famiglia.
Ma parliamo di Paola Gonzaga: Paolo Santonino, che nel 1485 la descrisse come “bella e rispettabile benché abbia la spalla sinistra più bassa di quella destra, cosa che le rovina un po’ l’aspetto. È amata e rispettata da tutti per la sua straordinaria cultura”. Paola morì nel 1497 a Gorizia, dove fu sepolta probabilmente in una fossa comune della congregazione di fedeli cui apparteneva nella cappella di Sant’Anna in Duomo (a sinistra della chiesa, guardando l’altare maggiore), sotto una lapide, ornata dallo stemma dei Gonzaga.
Le stupende cassapanche, furono donate dal Conte Leonardo a Spittal in Carinzia, e oggi sono custodite nel Museo di Klagenfurt dove fanno tuttora il loro figurone. Finemente decorate, potrebbero essere oggetto di una mostra da tenersi a Gorizia, per il cui tramite si potrebbe riannodare questo lontano legame con Mantova, attraverso Lienz e Klagenfurt, entrambe gemellate con Gorizia.
Articolo di Rossella Dosso
Gorizia3.0 è un’associazione culturale fondata da giovani studenti universitari e giornalisti che si propone di promuovere attività al fine di sollecitare una più attiva partecipazione civile, politica, culturale dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e del territorio goriziano in particolare.
Sito curato da Elenia Natoli e Antonio Devetag
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